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alcamo il castello dei Condi di Modica
Alcamo : Comune della provincia di Trapani di 47.000 abitanti circa
Come Raggiungerla : da Alcamo Marina percorrere fino all fine la strada comunele che portala all'autostrada A29 tempo di percorenza 10 minuti
Sito Ufficiale : www.comune.alcamo.tp.it

Seconda Pagina

 

Di fronte è la chiesa di S. Tommaso (1450), uno dei monumenti di maggiore valore storico ed architettonico della città. Nel prospetto un avancorpo centrale leggermente aggettante e limitato agli angoli da due colonnine, racchiude uno splendido portale a strombo composto da cordonature decorate con motivi floreali, foglie di acanto ed altri raffinati ornamenti, e sormontato da una elegante finestrella bifora. Il tutto, di notevole effetto plastico-chiaroscurale, ci offre una sintesi del modulo svevo-chiaramontano. L'interno è a navata unica con due volte a crociera a sesto acuto e costolonate, divise da un arco acuto, sostenuto da due grosse colonne con capitelli a foglie di acanto e trecce di vimini.
Più avanti, prima di uscire dal corso, nella piazzetta Vespri, prospetta la chiesa di S. Francesco d'Assisi, ricostruita nel 1716 e risalente, con l'annesso convento, al 1348. Al suo interno sono due pregevoli statue in marmo realizzate nel 1520 da Antonello Gagini, S. Marco e La Maddalena, ed un'ancona marmorea attribuita a Giacomo Gagini (1586). Tra i dipinti spiccano, all'altare maggiore, una seicentesca tela di Andrea Carrera, S. Francesco d'Assisi che chiede l'Indulgenza della Porziuncola, e, nella cappella dell'Immacolata, una tela di Giuseppe Carrera (1610). Nei paraggi sono visibili due interessanti particolari architettonici del XV-XVI secolo: nella vicina piazzetta Leopardi, l'elegante portale in pietra intagliata della cosiddetta "casa di Ciullo", in realtà l'abitazione, forse di un notabile, risalente alla fine del cinquecento; nella via Solferino, entrandovi dal corso, dopo pochi passi è visibile, inglobata in una costruzione, una elegante finestra bifora con una colonnina a spirale, particolare assolutamente inusuale in Alcamo e che richiama l'architettura genovese del '400. Si esce dal corso attraverso l'ottocentesca Porta Palermo decorata da due bassorilievi in bronzo (1961) dello scultore alcamese Giuseppe Rubino (1901-1984). Rappresentano scene delle attività lavorative alcamesi, e Cielo d'Alcamo mentre viene incoronato poeta da una "Gloria" alata alla presenza di Federico II di Svevia.
Salendo per via Florio, strada che costeggiava fino al secolo scorso le antiche mura orientali, girando a destra per via Commendatore Navarra, arriviamo alla chiesa di S. Francesco di Paola o "della Badia Nuova", fondata, con il monastero annesso, tra il 1531 e il 1540 e ricostruita nel 1699 su progetto di Giovan Biagio Amico. Alle pareti dell'unica navata si ammirano otto notevoli statue in stucco di Giacomo Serpotta realizzate nel 1724 (Mansuetudine, Pace, S. Pietro, S. Paolo, Fortezza, Purità, l'Addolorata e la Maddalena), una pregevolissima tela di Pietro Novelli (sec. XVII), S. Benedetto che distribuisce la Regola, e S. Francesco di Paola, dipinto di Adrea Carrera del 1652.
Ritornati ancora in piazza Ciullo raggiungiamo, nella vicina via Amendola, la chiesa di S. Domenico o "del Rosario", edificata nel 1660 e rifatta nel 1761. Di notevole interesse storico è La Madonna della Stella, affresco eseguito nel 1464, forse da Tommaso De Vigilia per la chiesa di S. Maria alla Stella (eletta nel 1313 prima chiesa Madre di Alcamo, i cui ruderi si trovano in fondo alla stessa via), da cui è stato tolto, assieme al muro su cui è dipinto, in occasione del trasferimento dei Padri Domenicani nella nuova sede.
Tra le altre opere spiccano una tela seicentesca di Vito Carrera, La Madonna del Rosario, un bassorilievo di scuola gaginesca, La Morte della Vergine, e una preziosa Croce dipinta appesa al soffitto (sec. XV). Risalendo il corso, sul quale si affacciano numerosi palazzi patrizi tra i quali il Palazzo Pastore (sec. XIX), un'altra tappa d'obbligo è la chiesa dei Ss. Paolo e Bartolomeo. Edificata nel 1689 su un preesistente impianto cinquecentesco con annesso un ospedale degli incurabili, è considerata la più alta espressione del barocco alcamese. L'interno, a croce latina ed a tre navate, è riccamente decorato di stucchi e affreschi settecenteschi. Tra le opere d'arte, oltre alla tela di S. Pietro e S. Paolo, del trapanese Giuseppe Felice seguita nel 1761, spicca La Madonna del Miele, un dipinto su tela della fine del '300 fissato ad una tavola ovale, già attribuito a Tommaso De Vigilia o a Guglielmo De Pesaro ma in cui i recenti restauri hanno evidenziato l'influsso della scuola senese di Duccio di Boninsegna e Simone Martini.
Risalendo ancora il corso ci immettiamo, a destra, nella via Francesco Crispi in fondo alla quale si erge la chiesa del Crocifisso o di "S. Francesco di Paola" fondata nel 1550 e ricostruita nel '700. La parte più interessante è la singolare facciata convessa, notevole interpretazione dell'architettura Rococò. Nei locali della sacrestia si conserva un bel Crocifisso in mistura di Giovanni Matinati (1549). Ancora da Da piazza Ciullo, percorrendo via Discesa al Santuario, in fondo alla quale, nell'antico quartiere di S. Vito, uno dei primi insediamenti alle falde del Bonifato, troviamo i resti di un'antica fontana araba, raggiungiamo il Santuario di Maria SS. dei Miracoli. La chiesa, eretta alla fine del '500, sorge sul luogo in cui, il 21 giugno 1547, era stata ritrovata l'immagine miracolosa della Madonna.
La struttura attuale risale all'inizio del settecento e presenta, all'esterno, un misto di stili, dal barocco al rinascimentale. Notevole sono il portale, le due finestre intagliate del '600 e l'elegante torre campanaria barocca arricchita da una cuspide maiolicata. All'interno, oltre alle tipiche decorazioni settecentesche, troviamo, subito dopo l'ingresso, il sarcofago del Capitan d'Armi Fernando Vega, scolpito nel 1556 dallo scultore Rocco Rapi, un bassorilievo di scuola gaginesca, una preziosa acquasantiera seicentesca, e alcuni dipinti: La Natività della Vergine, La Sacra Famiglia e L'Annunciazione, di Giuseppe Patania (1828), e La Nascita della Vergine e L'Immacolata, di Fra Felice da Sambuca.
A pochi chilometri a nord del paese, su una suggestiva rupe che si eleva sul paesaggio circostante, si erge il Castello di Calatubo, una fortezza bizantina ricostruita dagli Arabi, oggi in stato di abbandono. Nella stessa località sono state rivenute due necropoli, una araba ed una greca, con centinaia di tombe che hanno restituito importantissimi reperti. Sul M. Bonifato, in mezzo al bosco (110 ettari di pineta che costituiscono una delle riserve naturali della Sicilia), nel luogo in cui sorgeva fino al XIV secolo l'insediamento musulmano, si trovano i resti di alcuni monumentali edifici medievali: sulla cima la torre del castello dei Ventimiglia (XIII secolo), detta "torre saracena"; più in basso la Porta della Regina, una delle porte dell'abitato; al limite meridionale della pineta, i resti della "Funtanazza", un grande serbatoio d'acqua; infine, sul versante nord-ovest, le tracce dell'antico villaggio sicano-elimo. Il Bosco, impiantato agli inizi del secolo al posto di una antica sughereta autoctona andata distrutta, è costituito da specie vegetali tipiche della zona e di altre introdotte (Pini Domestici, Pini d'Aleppo, Cipressi, Lecci, Carrubbi, Platani, Rovelle e Palme Nane). Caratteristici del sottobosco sono il Lentisco, il Sommacco, l'Ampelodesma, la Ferula, il Pungitopo e il Terebinto. E' facile incontrarvi l'Aquila del Bonelli e la Poiana, la Volpe, la Donnola, ed alcuni rettili tra cui il Ramarro, il Colubro e la Vipera.
 
il testo è stato redatto da Giuseppe Calandrino

 

 

 

 

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