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Strada del Vino Alcamo D.O.C. |
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Le Strade del Vino Alcamo DOC " consiste
nella valorizzazione dei territori a vocazione vinicola, con particolare riferimento
ai luoghi delle produzioni qualitative di cui alla legge 10 febbraio 1992, n.
164, e successive modificazioni, anche attraverso la realizzazione delle "Strade
del vino". Le "Strade del Vino" sono percorsi segnalati e pubblicizzati
con appositi cartelli, lungo i quali insistono valori naturali, culturali e ambientali, |
vigneti e cantine di
aziende agricole singole o associate aperte al pubblico; esse costituiscono strumento
attraverso il quale i territori vinicoli e le relative produzioni possono essere
divulgati, commercializzati e fruiti in forma di offerta turistica. Le attività
di ricezione e di ospitalità, compresa la degustazione dei prodotti aziendali
e l'organizzazione di attività ricreative, culturali e didattiche, svolte
da aziende agricole nell'ambito delle "Strade del Vino", possono essere
ricondotte alle attività agrituristiche. |
Gli Itinerari |
 | Strada
del Vino "Alcamo D.O.C." - La Rocca di Calatubo e la terrazza della
fico | |
Partendo
dal centro ippico "Lo Sperone", che si trova a circa 2 km dalla periferia
nord di Alcamo, in c/da Valle Nuccio, si imbocca una trazzera che si snoda in
direzione nord, verso il mare. Isola dai colori cangianti, la Sicilia in questa
zona è ricca di vigneti, la maggior parte dei quali a spalliera, e di grandi
distese di grano. L'andatura rassicurante del cavallo al passo, ci permette di
osservare meglio alcune piccole bianche costruzioni rurali, testimonianza della
puntuale presenza dell'uomo e della sua operosità.La prima tappa, dopo
circa 30 minuti, è quella della Rocca di Calatubo, dove si erge un maestoso
rudere medievale che ancora oggi sembra voler assolvere l'antico ruolo strategico
di controllo del territorio. |
La
prima tappa, dopo circa 30 minuti, è quella della Rocca di Calatubo, dove
si erge un maestoso rudere medievale che ancora oggi sembra voler assolvere l'antico
ruolo strategico di controllo del territorio. |
Dalla
Rocca infatti si domina un'ampia ventosa vallata che scivola verso il mare. Lasciandosi
alle spalle il rudere col suo fascino antico, si imbocca la trazzera che prosegue
verso valle e in poco tempo si raggiunge un'antica struttura rurale; le collagene,
meglio conosciuta come fattoria Manostalla. |
Mantenendo
il passo, la guida ci conduce in direzione sud-est in un susseguirsi di tratti
di terreno di diversa natura, in un lembo di terra assolata dove il fico d'india
cresce imponente e ci porta fino al maestoso "Baglio della Fico".Il
caseggiato fu costruito su un preesistente impianto da Don Nicolò Pastore,
che lo lasciò al figlio Barone Felice Pastore, il quale nella prima metà
dell'800 lo ampliò annettendovi una cappella. |
Il
caseggiato fu costruito su un preesistente impianto da Don Nicolò Pastore,
che lo lasciò al figlio Barone Felice Pastore, il quale nella prima metà
dell'800 lo ampliò annettendovi una cappella. Uscendo dal Baglio della
Fico ci si immette in una stradella che costeggia il caseggiato in direzione sud-est
e si continua su una pista che ci porta verso una splendida dimora baronale, in
stile neogotico, che è la Villa De Stefani. |
Sulla
via del ritorno, nelle vicinanze del centro, presso un ovile, è prevista
una "zabbinata" di siero e ricotta calda, preparata al momento dal pastore
e un assaggio di formaggi tipici. |
 | Strada
del Vino "Alcamo D.O.C." - Piano Marrano e Monte Ferricini.
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Questo suggestivo
itinerario parte come gli altri dal Centro Ippico "Lo Sperone", per
poi proseguire in direzione sud-est.A causa della disomogeneità di livello
del terreno la prima parte del percorso in contrada Molinello risulta un po' più
impegnativa, tenuto anche conto della sua scarsa compattezza. Lungo questo itinerario,
alla suggestiva monotonia dei vigneti che risalgono le colline, si contrappone
la presenza di piccoli appezzamenti di terreno dove il protagonista è il
secolare ulivo, con le sue geometrie contorte. |
Proseguendo
in questo susseguirsi di salite e discese, sempre in direzione sud-est, si arriva
a percorrere una lunga trazzera sabbiosa che invita al trotto.Ai lati della quale
un'ampia vallata prende il nome dal torrente Finocchio che la attraversa. |
Questo tratto di campagna ha un fascino particolare
in ogni stagione. D'inverno i limoni, i mandarini e le arance sono un ottimo motivo
di sosta per il cavaliere.Questo tratto di campagna ha un fascino particolare
in ogni stagione. D'inverno i limoni, i mandarini e le arance sono un ottimo motivo
di sosta per il cavaliere. |
In autunno
il profumo dei fiori di zagara è talmente intenso da stordire chi non è
abituato alle fragranze forti che contraddistinguono la Sicilia.Questo tratto
di campagna ha un fascino particolare in ogni stagione. D'inverno i limoni. I
mandarini e le arance sono un ottimo motivo di sosta per il cavaliere. In autunno
il profumo dei fiori di zagara è talmente intenso da stordire chi non è
abituato alle fragranze forti che contraddistinguono la Sicilia. |
I mandarini e le arance sono un ottimo motivo di
sosta per il cavaliere. In autunno il profumo dei fiori di zagara è talmente
intenso da stordire chi non è abituato alle fragranze forti che contraddistinguono
la Sicilia. Lasciandosi alle spalle questo splendido paesaggio, si incontra il
Baglio Simeti, tipica costuzione mediterranea, intelligentemente recuperata, rispettando
l'originale pavimentazione alla trapanese. Sono trascorsi nel frattempo 60 minuti
circa e non c'è scusa migliore per fare una sosta, di una sostanziosa colazione.
Davanti al Baglio due diverse e intense tonalità di verde: l'agrumeto e
l'uliveto. Poco oltre è d'obbligo una sosta alla Cantina S. Antonio, visitabile
tutto l'anno. Personale addetto illustrerà agli interessati le varie fasi
della lavorazione del vino, offrendo assaggi dello stesso. |
Dopo
una pausa più o meno lunga, a seconda delle esigenze dei cavalieri, si
risale in sella e ci si porta percorrendo una trazzera in terra battuta in contrada
Casale. Si continua costeggiando la Provinciale per Camporeale in direzione sud-est.
Poco avanti si incontra la Cantina Paladino, punto di riferimento per i proprietari
dei terreni limitrofi. Da qui tornando indietro per circa 50 metri in direzione
nord-ovest verso Alcamo, si imbocca la Provinciale per Valdibella-Bassofondo immettendosi
successivamente in un tratturo di campagna circondato da vigneti e montagnole
rocciose ricoperte da fiori multicolori. |
E'
tempo di fare una sosta nelle vicinanze di una bella casa rurale. Si approfitta
del vicino abbeveratoio per rinfrescarsi e soprattutto per abbeverare i cavalli.
La marcia riprende in direzione Valdibella. Qui si distinguono una serie
di case allineate ai lati di una trazzera: sono le case di Valdibella. Un tempo
abitate stabilmente dai braccianti agricoli, successivamente adibite a magazzini
per il deposito degli attrezzi, oggi sono recuperate, ben attrezzate e predisposte
per accogliere intere famiglie e gruppi di ospiti nel turismo rurale. |
Dopo aver sistemato i cavalli ci si prepara
per una lunga sosta che prevede un pranzo alla "carrettiera" (antipasti
tipici, maccheroni, carne alla brace, dolci locali) accompagnato dall'ottimo vino
"Bianco Alcamo D.O.C." Nelle case Valdibella si ha possibilità
di pernottare. Stanchi ma soddisfatti ci si rilassa lasciandosi rapire dallo spettacolo
unico che sono i tramonti estivi della Sicilia. |
La
sera una cena a base di carne alla brace e buon vino e poi un meritato riposo
per cavalli e cavalieri. Il giorno seguente ci si prepara per un interessante
escursione nella campagna circostante. |
 | Strada
del Vino "Alcamo D.O.C." - Le terre del feudo | |
E' passata da poco l'alba. Il grigiore mattutino
lascia lentamente il posto ai colori più
decisi del giorno. Dopo una particolare colazione con fichi d'india appena raccolti
dalla pianta, comincia l'affascinante fase di preparazione dei cavalli. L'aria
si fa più calda e pesante, pregna dell'odore forte del cuoio ingrassato.Saliti
in sella, la guida ci porta in direzione sud-ovest verso le antiche terre dei
Principi di Sirignano.Attraversando un territorio la cui pezzatura è il
risultato dell'alternarsi di vigneti e grandi distese di seminativi si arriva
al Baglio Sirignano. La struttura dalle imponenti dimensioni domina il territorio
sottostante. |
A testimonianza di come
anticamente l'attività agricola fosse legata ad essa, sono gli enormi magazzini
del vino e del frumento ed ancora i quaranta palmeti per la pigiatura dell'uva
che si trovano al piano terreno. |
D'obbligo
una visita alla vicina Azienda Agricola Spadafora-Virzì che offre ai visitatori
un centro di accoglienza e degustazione ed è meta di turisti e studiosi
provenienti da tutta L'Europa.Così come l'Azienda Agricola Ceuso, giovane
struttura allocata in un baglio di fine '800, che produce vino rosso ad alti livelli
qualitativi, come le più importanti aree enologiche italiane. Altrettanto
interessante è una visita alla Cantina Rapitalà, situata nel centro
della zona D.O.C. Bianco Alcamo, terra ideale per produrre vino di "Chateau"
di eccellente qualità. Lo stabilimento vanta moderne attrezzature per la
lavorazione dell'uva, del mosto e del vino. |
 | Strada
del Vino "Alcamo D.O.C." - La vallata del Fiume Freddo e del kaggera |
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E' un percorso agevole che
consente di venire a contatto con un paesaggio dai molteplici aspetti.Ci si dirige
verso occidente. I cavalli disposti in fila vanno tenuti al passo. Dopo un paio
d'ore di marcia, il paesaggio comincia a cambiare. Ci stiamo avvicinando alle
pendici ovest dell'imponente e suggestivo Monte Bonifato, Riserva Naturale dal
1984 che, alla fitta pineta della parte sommitale, contrappone un paesaggio più
aspro e tipicamente mediterraneo alle pendici. |
Qui
macchia bassa e gariga si contendono la terra con le ultime propaggini dei vigneti
che tendono a risalire il declivio.E' una zona di grandi silenzi. Allo scalpitio
degli zoccoli dei cavalli si sovrappone il richiamo solitario della poiana, abituale
frequentatrice del luogo. |
Si continua
procedendo lungo un sentiero sicuro, in contrada Costa, che si allontana dalla
montagna e ridiscende dolcemente verso la fertile valle sottostante: la vallata
del Fiume Freddo. |
L'importanza della
zona è da attribuire soprattutto alla presenza del "Baglio Florio"
predisposto per ospitare, nella seconda metà dell'800, una grande industria
enologica. Di proprietà dei Florio, famiglia tra le più potenti
della Sicilia, fu costruito contemporaneamente alla vicina stazione ferroviaria
di Alcamo.La mattina, che volge al termine, prevede ancora una visita ad altri
fabbricati rurali (Baglio Patti, Baglio Rincione, Case Rocca). |
L'importanza della zona è da attribuire soprattutto
alla presenza del "Baglio Florio" predisposto per ospitare, nella seconda
metà dell'800, una grande industria enologica. Di proprietà dei
Florio, famiglia tra le più potenti della Sicilia, fu costruito contemporaneamente
alla vicina stazione ferroviaria di Alcamo.La mattina, che volge al termine, prevede
ancora una visita ad altri fabbricati rurali (Baglio Patti, Baglio Rincione, Case
Rocca). |
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