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Castellammare
del Golfo Scopello
Riserva
dello Zingaro
Erice
Segesta
San Vito Lo Capo |
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Castellammare
del Golfo: | Come
Raggiungerla : da Alcamo Marina percorrerela SS 187 fino al bivio per Castellammare
del Golfo km 4,5, il tempo di percorrenza è di 10 minuti circa |
Sito Ufficiale
: www.castellammaredelgolfo.org |
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Castellammare del
Golfo sorge ai piedi del Monte Inici, al centro dell'ampio golfo che da
Capo Rama si estende fino alla punta di San Vito, e che prende il nome proprio
dalla bella cittadina marinara. Il nome deriva da "Castrum ad mare",
un'antico fortilizio saraceno costruito su un torrione preesistente, poi ampliato,
nel '500, a difesa delle frequenti incursioni dei pirati. Sede dell'approdo commerciale
di Segesta - era "l'emporium segestanorum" dei Romani. |
Castellammare vede il suo primo sostanziale ampliamento
con gli Arabi. Durante il periodo musulmano, infatti, ribattezzato col nome di
"Al Madarig" (cioè "le scale"), l'abitato viene fortificato
e protetto, fino a diviene uno dei capisaldi del sistema difensivo della Sicilia
occidentale. Con la conquista normanna e, successivamente, con gli Svevi, gli
Angioini e gli Aragonesi, Castellammare torna ad assumere l'antica funzione di
nodo strategico-commerciale per l'esportazione del grano verso tutto il regno,
ruolo che si consolida tra il '400 e il '500 con l'insediamento della tonnara
e del caricatore. Il 1560 segna un'altra importante svolta nella storia della
città: Pietro de Luna, allora possessore di Castellammare e delle sue terre,
fonda, addossato al castello, il primo borgo feudale (il nucleo originario dell'attuale
paese). | Successivamente l'abitato
viene protetto da una solida cinta di mura e circondato da un fossato. Più
tardi, tra il settecento e l'ottocento, la grande espansione demografica porta
la città ad ampliarsi fino alle pendici del monte Inici. Castellammare
è conosciuta per il suo inestimabile patrimonio ambientale e paesistico.
Un territorio costituito da una bellissima costa, a ridosso della quale si elevano,
in una spettacolare scenografia naturale, i rilievi montuosi dei monti Inici e
Spàragio, in parte ricoperti da boschi. Contrapposta alla bella e ampia
spiaggia sabbiosa che si estende ad est del paese, la costa occidentale si presenta
fortemente frastagliata. Rocce che cadono a picco, scogli, stupende insenature,
calette e grotte accessibili solo dal mare fanno da cornice ad un mare limpido
e pescoso. | E' un ripetersi di meravigliosi
angoli di paesaggio coperti ancora dai residui dell'originaria macchia mediterranea:
la punta, gli scogli e la grotta grande di Cala Bianca, Cala Rossa, la Baia di
Guidaloca ed infine, quasi ai margini della Riserva dello Zingaro, Scopello con
i suoi suggestivi faraglioni, uno dei posti più belli del Mediterraneo.
| Nel cuore della Castellammare antica,
in piazza Matrice, si erge La chiesa Madre la cui struttura attuale risale al
1726. Realizzata a tre navate dall'architetto Giuseppe Mariani e dedicata a S.
Maria del Soccorso, custodisce alcune interessanti opere d'arte: gli affreschi
settecenteschi di Giuseppe Tresca, alla volta e alle pareti del coro, raffiguranti
episodi del Vecchio Testamento; una seicentesca acquasantiera in marmo rosso con
fonte battesimale; una bella tela di Orazio Ferraro, il Crocifisso tra i Ss. Pietro
e Andrea (1695); e la statua in maiolica della Madonna del Soccorso (1559), forse
dei trapanesi Giovanni Maurici e Giovanni D'Antoni, da alcuni attribuita alla
scuola di Luca della Robbia. In un piccolo spiazzo di via Ponte Castello troviamo
la cinquecentesca chiesetta della Madonna del Rosario, detta "di l'agnuni"
(cioè del cantuccio), con il portale decorato, nel timpano, da un elegante
bassorilievo raffigurante La Madonna col Bambino tra Santi e Crocifisso |
La tradizione vuole che la chiesa, costruita
sicuramente prima del 1432, sia stata edificata nel 1093 dagli stessi conquistatori
Normanni. Il Castello si eleva sul piccolo promontorio a fianco del porto. Fino
al XIV secolo era collegato al resto dell'abitato per mezzo di un ponte levatoio.
Rimaneggiato in diversi periodi dai Normanni e dagli Svevi, fu riedificato nel
'300 dagli Aragonesi che lo separarono dalla terraferma con il taglio dell'istmo.
Conserva ancora una delle torri originarie, detta "dell'Artiglieria",
costruita nel 1586, e due bifore tompognate sul lato est. Di notevole interesse
storico sono due edifici di Cala Marina: il Baglio Costamante, per secoli fulcro
delle attività della tonnara, e la chiesetta di Maria SS. Annunziata, citata
in un documento del 1590. | Altrettanto
importanti sono, nel centro della città, la seicentesca chiesa di S. Maria
degli Agonizzanti, con annesso il convento dei Padri Crociferi (1659) oggi adattato
a centro culturale, la cinquecentesca chiesa della Madonna delle Grazie (1605),
nella piazzetta a fianco alla villa comunale, al cui interno custodisce un interessante
dipinto su lavagna (XVIII sec.) raffigurante una Madonna col Bambino, incorniciato
in una elegante ancona marmorea, e, nella via Francesco Crispi, la chiesa di S.
Giuseppe, edificata nel 1885. Nel corso Garibaldi troviamo la bella chiesa di
S. Antonio da Padova, già esistente nel 1644, che conserva un pregiato
organo degli inizi del '900, e la chiesetta del Purgatorio costruita prima del
'400, al cui interno si trovano alcuni interessanti dipinti seicenteschi e settecenteschi.
| L'entroterra castellammarese è
ricco di importanti testimonianze della storia locale. Resti di antiche fortificazioni,
torri di avvistamento e vecchi bagli, interessanti esempi di architettura rurale
del passato, un tempo centro di tutte le attività agricole. In località
Ponte Bagni, sul pianoro che domina la gola rocciosa al cui interno sgorgano le
sorgenti del fiume Caldo, un tempo sede delle antiche Terme Segestane, si trovano
i resti del castello di "Calathamet" - il "castello dei bagni"
- edificato dagli Arabi su una originaria fortificazione elima e ricostruito in
epoca sveva. Da Ponte Bagni si raggiungono i ruderi del castello di Inici, costruito
nei pressi di una antica colonia sicano-elima e centro, nel medioevo, di una vasta
comunità di contadini e pastori. | Anche
il Castello di Baida, che troviamo in un declivio a sud del M. Sparagio, e che
fu sede di un casale arabo, sembra sia sorto nei pressi di un antichissimo insediamento
elimo. Lo testimonia il corredo funerario di alcune tombe rinvenute in una località
vicina. Anche se in parte distrutto nel terremoto del 1968, il castello, tutt'ora
abitato, conserva i quattro torrioni rettangolari ed una parte del muro merlato
originario. Il portone è decorato da un arco a tutto sesto sul quale una
iscrizione in latino ricorda la visita Ferdinando III di Borbone durante una delle
sue partite di caccia. | il
testo è stato redatto da Giuseppe Calandrino | |
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