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Castellammare
del Golfo Scopello
Riserva dello Zingaro
Erice
Segesta
San
Vito Lo Capo |
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Scopello
: | Come
Raggiungerla : da Alcamo Marina la SS 187 superato Castellammare del Golfo
dopo 5 km circa trovare il primo bivio per Scopello . tempo di percorrenza 15
minuti | Sito
Ufficiale : www.castellammaredelgolfo.org |
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I 1.620 ettari della Riserva
Naturale Orientata dello Zingaro si estendono in uno dei paesaggi più
suggestivi della Sicilia, nel braccio di terra che, inoltrandosi nel Tirreno meridionale,
chiude ad ovest il Golfo di Castellammare. Prima riserva naturale istituita in
Sicilia (6 maggio 1981), si sviluppa lungo la costa per oltre sette chilometri,
in uno dei pochi lembi di terra ancora integri in tutta l'Isola. Sono montagne
che si innalzano dal mare, percorse da sentieri che portano a scoprire scorci
di paesaggi di bellezza in cui la luce particolare fa riverberare i colori delle
rocce e della vegetazione contrapponendoli alle diverse tonalità di bleu |
mare del sottocosta. Strapiombi inaccessibili
sui quali Lentischi ed Eriche, Ginestre ed Euforbie, Olivastri e Terebinti, superstiti
di quella macchia mediterranea che un tempo ricopriva tutto il territorio, danno
rifugio a Falchi, Poiane, Gheppi, Rondoni e Corvi Imperiali. | Nella
riserva si trovano oltre 800 specie di piante di grande interesse naturalistico
e paesaggistico. Tra esse il Limonio Flagellare (endemico della costa nord occidentale
della Sicilia) e il Finocchio Marino, che attecchiscono tra le rocce vicinissime
al mare, il Garofanino, il Fiordaliso di Sicilia, la Bocca di Leone e la Stellina
Rupestre, che colorano zone più in alto. | Sulle
rupi delle aree meno accessibili vivono le specie più importanti: una flora
particolarissima, rappresentata da un numero limitato di piante, oggi ancora integra
per l'inaccessibilità dei luoghi in cui vegeta: l'Erba Perla, il Vilucchio
Turco, la Perlina di Boccone e il rarissimo Limonio di Todaro. Ma la pianta più
diffusa è la Palma Nana, che quì raggiunge dimensioni notevoli:
oltre all'Ampelodesma (la "Disa"), in alcune zone è talmente
fitta da dare al paesaggio l'aspetto tipico della prateria. E' la Gariga, un ambiente
risultato dalla millenaria azione dell'uomo, in origine popolato da fitta macchia
mediterranea. | Numerose sono le Orchidee
Terricole che assieme a Giaggioli, Zafferani, Papaveri e Ranuncoli colorano in
primavera i diversi ambienti della riserva. Un aspetto a se costituiscono le depressioni
a valle di Monte Acci (la zona dei gorghi tondi, dove la vegetazione, costituita
per la maggior parte da giunchi e carici, crea un ambiente ideale per il Discoglosso
- un piccolo anfibio esclusivo della Sicilia simile alla rana - ed il Granchio
di fiume). Interessanti sono le pendici settentrionali di Monte Passo di Lupo,
dove si trova una parete ricoperta da una pianta di Edera plurisecolare ed alcuni
frammenti di un bosco di Leccio e di una sughereta superstite di una foresta anticamente
estesa su una vasta area dello Zingaro Alto. | Nella
riserva nidificano oltre 40 specie di uccelli, altre vi svernano o vi sostano
durante le migrazioni. Qui la regina è L'Aquila del Bonelli (uno di rapaci
più rari d'Italia), la cui presenza è stata uno dei principali motivi
per l'istituzione della riserva, che si riproduce regolarmente nidificando sulle
alte pareti delle zone alte. Un altro abitante dello Zingaro è la Coturnice
di Sicilia - una specie endemica quasi estinta nella provincia di Trapani - che
dalla riserva ha cominciato a ripopolare le arre limitrofe. Vi si può incontrare
anche lo Scricciolo, l'Occhiocotto, il Passero Solitario, l'Usignolo, lo Zigolo
e il Saltimpalo. E' frequente anche l'Istrice la cui presenza è testimoniata
dagli aculei che si possono trovare lungo i sentieri meno frequentati. |
Altri rappresentanti della fauna della riserva
sono la Volpe, la Donnola e l'Allocco (rapace notturno tipico dei boschi che si
è adattato perfettamente a questo ambiente), il Coniglio Selvatico, ed
alcuni rettili come la Vipera, il Saettone, il Biacco e la Lucertola Siciliana.
La presenza dei predatori svolge una funzione equilibratrice tenendo sotto controllo
l'incremento delle popolazioni delle specie che vivono nella riserva, specialmente
del coniglio e dei serpenti. Il paesaggio sottomarino è un susseguirsi
ininterrotto di colori e forme. Nelle pareti rocciose ricoperte da alghe, anemoni
e madrepore, nuotano i piccoli pesci dalle livree coloratissime tipici delle rocce
del sottocosta. In profondità, dove sono più frequenti le spugne,
è possibile trovare alcune isolate colonie di corallo rosso, mentre nuvole
di gamberetti simili a schegge di cristallo si librano all'ingresso delle numerose
grotte sottomarine. La presenza umana è sempre stata una costante dello
Zingaro. Quì l'uomo è sempre vissuto integrandosi con l'ambiente
naturale. | Da cacciatore e raccoglitore,
ha sviluppato nel corso dei millenni un'attività agricola armoniosamente
inserita con l'ambiente, testimoniata dalla presenza degli isolati insediamenti
e delle abitazioni legate alle attività economiche. Piante endemiche come
la "disa" (Ampelodesma tenax) e la Palma Nana (Chamaerops humilis) detta
"scupazzu", sono state utilizzate fino a pochi decenni fa per fare scope,
corde e ceste, mentre i Mandorli, i Carrubbi, gli Ulivi, le Viti, i Frassini da
manna (estratta per mezzo di incisioni trasversali sulla corteccia del tronco
e commercializzata in tutta l'isola come dolcificante e per il suo lieve effetto
lassativo) e il Sommacco (da cui si ricavava il tannino per la concia delle pelli)
sono stati introdotti in diversi periodi. I primi insediamenti umani risalgono
al Paleolitico superiore (60.000- 15.000 a.C.) quando piccoli gruppi di cacciatori-raccoglitori
avevano trovato quì un ricco di selvaggina e di piante, e si erano stabiliti
nelle tante grotte formatesi nelle falesie alcune centinaia di migliaia di anni
prima, per l'erosione del mare quando, durante le varie fasi delle glaciazioni,
il livello del mare era più alto. | Grotte
che erano già state rifugio dei grandi mammiferi che allora abitavano la
Sicilia: Elefanti e Rinoceronti, ma anche Leoni, Cervi, Buoi selvatici e Cinghiali.
Tra esse la Grotta grande dello Zingaro, abitata fino a pochi decenni fà
da pastori che la utilizzavano come ovile durante i periodi di transumanza. In
epoca preistorica era probabilmente un luogo di culto dove si svolgevano pratiche
magiche o religiose e in cui, lungo i bordi interni, venivano seppelliti i morti.
Al suo interno è stato rinvenuto uno dei complessi funerari più
importanti d'Europa del periodo Mesolitico (12.000-8.000 a.C.). Sono stati ritrovati,
inoltre, frammenti di ceramica di diverso tipo risalenti al neolitico (5.000-4.000
a.C.), età in cui si ha la nascita dell'agricoltura e si incomincia a praticare
la pastorizia, all'età del bronzo (2000 a.C.), del VI secolo a.C. e al
periodo romano-bizantino. | La presenza
delle abitazioni e delle altre costruzioni sono il simbolo dell'evoluzione umana:
il Borgo Cusenza, un gruppo di case rurali nei pressi di Monte Passo del Lupo,
e alcuni fabbricati sparsi che si trovano in C.da Sughero e in C.da Zingaro, abitati
fino ad alcuni decenni fà e destinati a lavori inerenti all'agricoltura
ed alla pastorizia; la Torre dell'Uzzo, sulla costa nella C.da omonima, costruita
nel '500 con funzioni di militari, a cui in seguito si sono addossate piccole
abitazioni di uso agricolo; la Tonnarella dell'Uzzo, attiva fino al secolo scorso
con funzioni di appoggio alla più importante tonnara di Scopello. |
il testo
è stato redatto da Giuseppe Calandrino | |
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